L'albero degli amici-The Web Prof

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Didattica 2.0

L'albero degli amici

 

amicizia


Occorrente:

  • Lim/Casse
  • Quaderno, penna.

 

Tempi:

Potete svolgere l’intera attività o singoli pezzi. Io prediligo questa sequenza il mercoledì pomeriggio, quando ho le mie tre ore di “laboratorio” e posso lavorare con i ragazzi facendoli anche rilassare grazie ai testi e alle musiche proposte: in fondo si parla di emozioni, e bisogna essere delicati! Lo stesso effetto rilassante ma, allo stesso tempo, coinvolgente, potrete sfruttarlo in qualsiasi momento riteniate di dover “abbassare la temperatura del gruppo”, oppure durante i primi giorni di scuola. In fondo, questa lezione è nata qualche anno fa proprio per l’accoglienza, durante una compresenza con una mia carissima collega di religione che proponeva sempre il testo di Montes. Pensai di farne un video, per poter utilizzare la Lim e aiutare i ragazzi durante le prime settimane di scuola, facendoli entrare meglio in empatia attraverso il percorso che vedrete ma, nel corso degli anni, questo materiale mi è tornato utile quando in classe si presentavano, inevitabilmente, le solite problematiche di gruppo (litigi legati alle prime “amicizie del cuore”, primi amori, gelosie, ragazzi più o meno deboli e messi da parte, nuovi arrivi, ecc.).

Voi adattatela alle vostre esigenze e ai vostri tempi!

Ogni tassello mira a coinvolgere gli alunni attraverso più canali sensoriali, sia per motivare che per far vedere le cose da diversi punti di vista.

 

Obiettivi educativi:

  • Migliorare le relazioni nel gruppo;
  • Abituare all’ascolto e al confronto;
  • Abituare gli studenti ad apprendere con i 5 sensi;
  • Riconoscere le emozioni per rispettare se stessi e gli altri: badate, non chiedo mai ai miei alunni di amarsi alla follia (anche se spero che facciano amicizia) ma esigo civiltà e convivenza.

 

Nelle classi coinvolte miravo a:

1) correggere la tendenza a creare piccoli gruppi rivali o gruppo contro singolo;

2) con particolare riferimento all’italiano, migliorare l’esposizione orale, la lettura come comprensione e individuazione del significato profondo, la scrittura autonoma e lo sviluppo delle idee, la riflessione sulla lingua, sulle immagini e sulle parole di una canzone o un testo, spesso “subite” passivamente senza attenzione.

 

Siete pronti? Si parte con un brainstorming:

Che cosa ti fa venire in mente la parola amicizia?

Ognuno sceglierà una parola, che segnerete sulla Lim (o alla lavagna, che poi fotograferete). Tenete da parte il risultato.

 

Video L’albero degli amici

 

Il video serve a dare la prima impronta del lavoro che svolgeremo.

 

  • Che cosa ti fa venire in mente la parola “amicizia”? Che cos’è l’amicizia? Come si forma? Quali sono le caratteristiche del vero amico? Quando finisce l’amicizia?

 

Fate scrivere le prime considerazioni sul quaderno, poi mostrate la presentazione che riprende il testo del video, ma che può essere visionata con più calma, e soffermatevi su ogni immagine/pensiero.

 

L'albero_degli_amici.pdf

 

  • Quali sono le immagini che più ti hanno colpito? C’è un ricordo legato a qualcuna in particolare?
  • Scrivi le prime 10 parole che ti vengono in mente, per associazione di idee, con la parola AMICO. Un amico è…

 

Spot porcospino

 

Prendiamo il quaderno:

Che cosa hai provato mentre guardavi il video? Quale scena ti è piaciuta di più? Come pensi si sia sentito il porcospino solo nell’angolo? Che cosa ha fatto cambiare la situazione? Quale sentimento è prevalso alla fine? Come ti saresti comportato tu? Hai mai vissuto una situazione del genere, da un lato o dall’altro (sei stato escluso? Hai mai escluso qualcuno?).

 

Ascolto di una canzone sull’amicizia

 

Prima dell’ascolto della canzone che segue, avvertite i ragazzi di provare a scrivere le parole o le frasi che più restano loro in mente durante l’ascolto (anche parole singole).

 

Canzone “Con un amico vicino

 

Con le parole o le frasi individuate, aprite un dibattito:

  • Che cosa significa quello che hai scritto? Ti ricorda qualcosa o qualcuno?
  • Hai degli amici? Ti trovi spesso con loro? In quali occasioni? Che cosa fate quando siete insieme? In casa vengono spesso i tuoi amici? Perché? Preferisci andare tu da loro? Come mai? Hai sempre gli stessi amici o preferisci cambiare? Come manifesti loro la tua amicizia? Che cos’è per te un amico?

 

Lettura partecipata da parte dell’insegnante - Cap_XXI_del_Piccolo_Principe.pdf

 

Prendiamo il quaderno:

  • Che cosa vuol dire “addomesticare”?
  • Perché, secondo te, vale la pena di addomesticare se poi, quando occorre separarsi, si piange?
  • Tu hai mai “addomesticato” qualcuno?
  • Spiega con parole tue le frasi “L’essenziale è invisibile agli occhi” e “Non si vede bene che col cuore”.

 

Riprendiamo la schermata della Lim (o la foto della lavagna) con le parole scritte nel brainstorming svolto all’inizio: sono sempre valide? Sono cambiate? Ognuno prende un foglio di quaderno e ne scrive una, volendo la propria o quella di un altro. Raccogliamo i fogli.

 

Gioco della rete dell’amicizia

Sono sicura che tutti voi avrete sentito parlare almeno una volta del gioco della rete dell’amicizia. Io l’ho conosciuto grazie ad una mia carissima collega di nome Marina, molto attiva nel sociale e vicina ai bambini, e ho pensato di adattarlo alle mie esigenze con qualche piccola variazione, ma troverete migliaia di versioni in rete!

Giocatori: tutta la classe;

Animatori: insegnante;

Tempo: 30 minuti più quello per la discussione;

Spazi: in aula o in palestra (non serve molto spazio, l’importante è riuscire a creare un cerchio al cui interno non ci siano sedie, né banchi; io ho la fortuna di poter utilizzare l’aula verde presente nel giardino della mia scuola!);

Materiali: gomitolo di lana, fogli con le parole scelte nel brainstorming, palloncino o mappamondo gonfiabile.

Regole: Si dispongono i ragazzi in cerchio, possibilmente seduti a terra a gambe incrociate e non troppo distanti tra loro; ogni bambino riceve una carta con una parola scelta fra quelle del brainstorming. L’insegnante indicherà un bambino che dovrà iniziare il gioco, e questi sceglierà una parola spiegando il perché, poi arrotolerà l’estremità del gomitolo al polso e lo lancerà ad un altro bambino. Si può scegliere un compagno che abbia un legame con quella parola per un qualcosa che si è vissuto insieme, oppure, se il gioco si svolge durante i primi giorni di scuola in una classe prima, potrete far dire il nome di chi lancia e associare la parola a piacere). Il gioco continua fino a quando si è formata una rete con il filo. Sulla rete viene appoggiato dall’insegnante un palloncino (o il mappamondo gonfiabile) che simboleggia la Terra. In questo modo si dimostra come la rete dell’amicizia e della collaborazione possa reggere il mondo, e come tutti possano fare la loro parte; riusciremo in questo modo a mostrare visivamente il valore delle nostre azioni. Se, ad esempio, abbiamo parole come amore, fiducia, rispetto, ecc. e i bambini che reggono la corda legata a queste parole la lasciano, il mappamondo cadrà e, dopo numerosi esperimenti di questo tipo, risulterà chiaro che la rete non reggerà più la Terra.

 

Conclusioni:

  • Tutti sono importanti e speciali e l’unione fa la forza;
  • Magari non conosciamo, o conosciamo poco i compagni, ma i tre anni della scuola media riusciranno a creare un legame indelebile;
  • tutti facciamo parte della stessa rete e nessuno è escluso e, se qualcuno dovesse uscir fuori, gli altri dovranno impegnarsi a farlo rientrare;
  • se un compagno ha bisogno di aiuto, gli altri lo aiuteranno a superare le difficoltà;
  • durante il percorso della scuola media (come della vita) il filo dell’amicizia potrà allentarsi oppure tendersi troppo, addirittura rompersi, ma potremo decidere di riannodarlo.
  • A questo punto, nella discussione, si evidenzierà l’interazione tra tutti gli esseri viventi e si potrà proseguire illustrando che il filo di lana che lega in quel momento ognuno di loro rappresenta un elemento fondamentale alla sopravvivenza dell’uomo: la società, il gruppo, la collaborazione, l’unione fra esseri umani.

 

Suggerimenti pratici:

  • Tutto quello che vieni scritto sul quaderno può essere o meno condiviso con la classe;
  • potete fare una foto dall’alto alla rete, oppure disegnarla su un foglio indicando i nomi dei partecipanti.